A pochi passi dalla Basilica di San Vitale, nel cuore del centro storico di Ravenna, l'Osteria dalla Zabariona riporta in tavola le ricette che la Romagna stava dimenticando.
Andrea Rondinelli, ristoratore di terza generazione, ha costruito un menù che attraversa la memoria culinaria romagnola. Passatelli in brodo di paganello, sucialesta, curzul con scalogno di Romagna IGP e guanciale di Mora Romagnola, cappelletti al ragù preparati come li insegnavano le azdore: ogni piatto porta una storia documentata e ogni ingrediente un produttore con nome e cognome.
La cantina raccoglie i piccoli vignaioli indipendenti della Romagna, etichette che si trovano qui e su poche altre tavole del territorio.
Il nome dell'osteria è già un pezzo di Ravenna. La Zabariona era il soprannome di Antonia Venturi, che nell'Ottocento teneva una piccola osteria di popolo appena fuori Porta Adriana, celebrata nei sonetti dialettali di Olindo Guerrini, poeta e gastronomo ravennate, precursore della cucina di recupero. Un filo sottile lega quell'osteria di popolo alla cucina che si mangia qui oggi.


